I _Geritt_. — Mornico. — Crevenna. — Ville Bressi e Genolini. —
Il torrente Bova. — La dara. — San Salvatore. — Il convento. —
Il signor Boselli. — Giovanni Biffi. — Il tronco mellifero. —
La villa Righetti.
Da Lezza, per una via ampia sì ma acclive e che mano mano si ascende
scopre miglior orizzonte, perchè rivela da una parte il lago di Pusiano
e dall’altra quello d’Alserio, e con essi i loro vicini paesi, si
arriva a Mornico, villaggio che si confonde con quel di Crevenna, sì
che il nome del primo, più che sulla pietra miliare, non è ripetuto da
alcuno.
A mezzo per altro di quest’ampia via dove si volge, formando angolo,
s’apre una tal vista, che chi vi avesse a fabbricare una casa vi
troverebbe certo a deliziare lo sguardo.
Invece meno accorti speculatori, nel sottoposto vallone, vi eressero
casini, tra cui quello detto dei Gerini (_Geritt_), nel quale già
prendeva riposo dalle teatrali fatiche il tenore di bella fama
Bulterini, e da qualche anno quella esimia artista soprano, che è
la signora Enrichetta Berini e il di lei marito Osmondo Meini, basso
cantante di egregia riputazione. In compenso della limitata vista, vi
si gode della piena libertà, perchè fuor dell’accesso e dello sguardo
comune.
In Crevenna vi sono le ville dei signori Bressi e dei Genolini, e
presso il paese si dirupa in profondo vallone il torrente Bova, che
poi, quando mena le sue acque tumultuose, le gitta nel Lambro poco
disotto a Carpesino.
Nella villa de’ Genolini, quando apparteneva ai signori Fontana, traeva
frequente ospite amatissimo quel gentile scrittore e poeta, che ognun
conosce in Giulio Carcano, e quivi ispiravasi egli ad inni leggiadri,
de’ quali alcun breve saggio reca il presente mio libro.
Sul piazzale della chiesa parrocchiale s’apre la via che guida a San
Salvatore. Quantunque essa sia abbastanza erta, pure è ampia e tale da
potersi valere della _dara_, specie di veicolo primitivo trascinato da’
buoi, di che i proprietarî delle ville che vi sono a quell’altezza si
valgono bene spesso.
Merita di salire a San Salvatore, che, stando al piano vedesi poggiare
a mezzo la montagna, cui dà il nome, come un nido di aquile.
Quando si è giunti colà, si trova soddisfatti, perchè dal viale che
sta innanzi al caseggiato si ha uno stupendo panorama, tale da far
riscontro alla cima di Galbiate che gli sta di fronte sull’ultimo
confine del bacino dell’Éupili antico.
Pervenuto a quell’altezza, al cospetto di sì maravigliosa natura, a voi,
come già a me, correrebbero al labbro i versi del buon Parini:
Oh beato terreno,
Del vago Éupili mio,
Ecco alfin nel tuo seno
M’accogli; e del natio
Aëre mi circondi,
E il petto avido inondi![36]
San Salvatore è un convento che già fu de’ Cappuccini, e che dalla loro
soppressione fu tramutato in villeggiatura. L’ebbe il signor Boselli,
rinomato istitutore di Milano, che qui conduceva i suoi convittori a
ritemprare la salute, nelle vacanze autunnali, coll’aere puro che vi
regna; ma sorvenuto il 1848, nelle memorande cinque giornate, caduto
vittima del piombo austriaco, la villa venne dalle leggiadrissime sue
figlie tenuta.
Visitandola, più d’una volta vi trovai, come vi trovano tutti, il
più grazioso ricevimento dalla gentilissima signora Irene Boselli,
moglie a quel colto scrittore che è Giovanni Biffi, l’autore della
_Ghita del Carrobio_ e del _Prina_, il quale una volta mi fu anche
cicerone del luogo, e mi mostrò parte a parte ogni sala, ogni cella,
e la chiesa, a cui traggono i devoti di Crevenna in certe solennità,
e sulla quale, non saprei con quanto diritto, spiega il Comune pretesa
_ab immemorabili_, additandomi la stanza dove venne ospitato San Carlo
Borromeo e i mobili da lui usati, e via via l’orto, il cascinale e
il viale che poi mette al sentiero che percorre la montagna fino a
Caslino. Quel giorno, sorridendo, dopo avermi condotto presso un gran
tronco d’albero che giaceva in terra, mi ripeteva i versi del Manzoni:
Stillano miele i tronchi:
Ove copriano i bronchi,
Ivi germoglia il fior;
ed accennando a quel tronco abbattuto, dicevami come il dì prima
avesse trovato essere stato tutto cavo e pieno del più eletto miele,
che estraeva in due ben capaci recipienti. Da qui egli poi muoveva,
infaticabile Nembrod, a cacciar lepri pei monti, delle quali prese
frequenti fa parte agli amici.
Il convento di San Salvatore è ora esclusiva proprietà della signora
Boselli-Righetti, figliuola al sullodato istitutore milanese.
Le comitive allegre ed instancabili, a San Salvatore non fanno spesso
che una prima sosta; perocchè si dirigano sovente dopo per aspro
sentiero al _Buco del Piombo_, cui ho riservata la ventura escursione,
o alla _Colma_, che altro non è che il vertice del monte, dal quale è
dato di spaziare per gli opposti versanti; e lo sguardo, signore da una
parte del Pian d’Erba e della Brianza, dall’altra segue tutta la linea
non meno superba del lago di Como. I coraggiosi son molti, e fra questi
non mancano mai le gentili signore.
[Illustrazione: Interno del Buco del Piombo.]