I.

Discesi dalla facile e coltivata eminenza del Baradello, non s’aspetti

il lettore ch’io lo conduca subitamente al lago e quivi il tragga al

piroscafo che fumiga, ardente della sua corsa quotidiana a Colico, o

il faccia entrare nel burchiello, come vorrebbe il navicellaio, che

ci sollecita, il berretto nell’una e la catena della barca nell’altra

mano.

Como ha ben altro ad intrattenerlo per un giorno, e anche più, quando

ami le cose veder per bene, non già solo per la futile soddisfazione di

poter dire: “ho visto.„

Fuor le mura avrà a vedere la chiesa di S. Fedele e la vicina fabbrica

di macchine idrauliche del Regazzoni; la basilica di Sant’Abbondio,

contemporanea a quella di S. Carpoforo, che ha già visitata sul

Baradello, e che servì di cattedrale insino al 1013, in cui il vescovo

Alberico v’ebbe a collocare i monaci retti dalla regola di S. Benedetto

e la cattedrale aprì in città nel Duomo attuale, che pur interessa

di visitare, come uno dei più insigni monumenti architettonici di

Lombardia, autore Lorenzo degli Spazzi di Valtellina, compiuto poi

da Tomaso Rodari di Maroggia, del quale son forse le due porticine

dei fianchi, di squisitissimo lavoro. Ammirerà in esso diversi buoni

quadri, fra cui il Natale di Gesù; l’Adorazione dei Magi; i santi

Cristoforo e Sebastiano e lo stupendo S. Girolamo di Bernardino Luini;

lo Sposalizio di Maria e la Fuga in Egitto di Gaudenzio Ferrari.

Nè lasci di dare uno sguardo al Pretorio, che sta a lato del Duomo;

al santuario del Crocifisso, per la fama che vi chiama a migliaja i

divoti; al Liceo, dove è interessante il gabinetto di fisica, in cui

si trovano macchine che servirono a quel sovrano intelletto scopritore

della pila, ad Alessandro Volta vuo’ dire, al quale nella piazzetta

prossima al lago venne eretta una statua, mediocre opera di Pompeo

Marchesi; al Teatro, architettato dal Cusi, ampliato dal Ruspini e co’

bei dipinti del Pagliano e dello Speluzzi. Veda anche il Camposanto,

architettato dal Tatti, e in cui si chiudono lodevoli monumenti, fra

cui uno lodatissimo d’Antonio Tantardini di Milano.

Il ricapito poi per l’intera giornata e per quanto ti avverrà di

passare in Como, non andrai errato ad eleggerlo all’albergo Volta che,

in riva al lago, sta presso al luogo d’imbarcazione sui piroscafi.

Ammodernato, vi si introdussero tutte le lautezze d’un albergo di

prim’ordine, e il forestiero di qualunque nazione e di qualunque più

elevata condizione non può che trovarsi a suo bell’agio.

Era indispensabile codesta indicazione; il lasciarla sarebbe stata

mancanza verso il lettore, ingiustizia verso chi ha dotato Como di uno

stabilimento, senza cui avevasi ragione, scesi appena dalla Camerlata,

difilarsi pari pari al vapore, per ire in traccia d’albergo o alla

Regina d’Inghilterra presso Cernobbio, o alla Cadenabbia, o a Bellagio

od a Menaggio.

Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali · 第 14 / 177 题