Ora il Baradello non è più calpesto da militi catafratti, ma percorso
da allegre villanelle e da operosi contadini, perciocchè sia tutto
ricinto di fertili colli e vi si scorgano signorili ville. A fianco
della suddescritta chiesa di S. Carpoforo sorge la villa de’ signori
Venini, ora acquistata dal signor Castellini che ha un suo florido
collegio di maschile educazione a Camerlata. Non più l’_all’erta_
delle scolte parte dall’ampia torre, ma la canzone rustica di chi vi
alberga si diffonde da quelle coltivate alture; non armi accolgonsi,
ma istrumenti di agricoltura; ed alla bassa Camerlata non fortilizî
più si ritrovano, ma gli edifizî operosi della ferrovia; e più in giù,
nella vallata, alla destra di Como, opificî industriali; e al piede
del colle, verso Garzola, la magnifica villa Larderia, ricca di acque
che le scaturigini del monte le somministrano; poi quelle altre de’
Martignoni, della Prudenziana e del dottor Carboni. Così ai frequenti
gridi di guerra che per quelle vaghe pendici s’udivano ripercossi
dagli echi de’ monti circostanti, è succeduto il sibilo prolungato ed
acuto, ma pacifico, della locomotiva che annunzia l’arrivo o che saluta
la partenza di tanti e quotidiani viaggiatori; alle agitazioni delle
fazioni e alle intestine discordie tennero dietro le tranquille cure
e i riposi, a’ quali questi beati recessi, privilegiati da natura,
sembrano unicamente destinati.
[Illustrazione: Monte Generoso.]