VII.

Fu appunto in quei giorni, quando Pierino era più che mai infervorato

nel desiderio della ribellione, che gli capitò a Crodarossa uno dei

primi numeri dell'_Emporio Letterario_: dono settimanale agli abbonati

del _Rinnovatore_, speditogli da Milano da un suo amico, già suo

compagno di scuola, che faceva il commesso dai Bocconi per passatempo,

e di professione il poeta e scrittore di commedie per il "Teatro

Milanese".

L'_Emporio Letterario_ aveva pubblicato appunto in quel numero una sua

poesia: "Il nostro fiumicel...." ispirata al _Guado_ dello Stecchetti.

Fu una rivelazione per Pietro Laner. Ecco la sua carriera: fare il

poeta, il letterato, il giornalista!

In due o tre anni poteva essere "arrivato", avere il ritratto

pubblicato nell'_Emporio Letterario_ e farlo capitare a

Crodarossa.--Poeta!... Giornalista!--Propugnare l'italianità di Trento

e di Trieste, e a Roma Giordano Bruno, per fare crepar di rabbia don

Giuseppe. E poi vivere a Milano, la prima città d'Italia, dove tutti i

letterati fanno furori e tutti i giornalisti quattrini! E poi avere la

propria indipendenza. Oggi lavorare dieci ore e domani andar a spasso

tutto il giorno. E la libertà? Poter gridare _Viva l'Italiaa!_ a

squarciagola, magari in piazza del Duomo!... E poi, finalmente, andare

al veglione.

Si mise subito all'opera. Pensò, ripensò; cambiò più volte il posto

dove mettere il tavolino:--sotto alla finestra, il troppo sole gli

confondeva le idee; dove c'era troppo scuro, non gli volevano venire.

Finalmente, cambiando ogni giorno la qualità delle penne e il colore

della carta, scrivendo poco, cancellando molto, condusse a termine tre

sonetti--_L'invito_--_L'incanto_--_L'inganno_--e l'articolo critico

sulle poesie del Berchet e del Mameli, e spedì il tutto sotto fascia

raccomandato, unitamente a una lettera autobiografica di otto pagine

nella quale si presentava, si raccomandava, si sfogava col Direttore

dell'_Emporio Letterario_.

Matteo Cantasirena aveva scritto nell'articolo programma che

l'_Emporio_ era fatto sopratutto pei giovani e doveva essere scritto

dai giovani.

E Pietro Laner gli dichiarava nella sua lettera:

Primo: "che era giovane.

Secondo: "che era Trentino.

Terzo: "che domandava il suo giudizio su quei tre sonetti e su

quell'articolo, che aveva buttati giù, per un esperimento, in poche

ore.

Quarto: "che il suo sogno era di venire a Milano e che sarebbe

orgoglioso e fiero se potesse entrare come collaboratore in uno dei

suoi giornali.

Quinto: "che pur di veder pubblicati i tre sonetti e l'articolo, li

mandava gratis; e che se prima di accettarlo come collaboratore fisso,

il signor Direttore voleva sottoporlo a un periodo di prova, era

disposto anche a venire a Milano a proprie spese. Sapeva benissimo che

tutte le carriere costano, nei primordi, fatiche e quattrini. Ma per la

fatica era giovane, e si sentiva forte; per il resto aveva un capitale

suo di ventimila lire; e poteva anche sacrificarne cinque o seicento,

pur di far carriera nel giornalismo."

E qui cominciava a raccontare, in lungo ed in largo, tutta la storia

della sua famiglia, della sua gioventù sacrificata, delle sue

aspirazioni, del suo amore per l'Italia, del suo odio per il papato,

del bene che gli volevano le zie, e dei dispiaceri avuti con don

Giuseppe.

La risposta si fece attendere; arrivò quando il Laner non l'aspettava

già più e in un momento in cui il giovanotto non ci pensava nemmeno. Ma

appena la vide, la indovinò, ancora fra le mani del postino, tutto il

sangue gli salì al cervello con un gorgoglìo tumultuante.

--Non c'era dubbio. Veniva da Milano. E c'era stampato in un angolo

della busta: _Emporio Letterario_!

Il bigliettino era brevissimo, ma ogni periodo fu come una scossa

elettrica per il buon Laner.

"_Caro Pietro:_

"Amo i giovani, perchè non ho più fede altro che nei giovani.

"All'affarismo che monta, al realismo che dilaga, unico baluardo i

giovani che hanno il disinteresse dell'idea e il culto dell'ideale.

"Voi avete ingegno e avete cuore: i vostri versi e il vostro articolo

ne sono il documento. Bravissimo!

"Ho un grande progetto e una grande proposta.

"Venite subito a Milano. Scrivere non è prudente e non è utile. È la

parola, fecondatrice del pensiero, nel dibattito delle grandi idee.

"Come stanno le nostre Alpi?--L'eco italico risponde vindice alla

nordica bestemmia, col verso magnanimo e magnifico del mio povero

Prati?--Salutatemele. E al Caffaro e a Bezzecca, alle Sante Termopili

della terza Roma, l'evviva, l'excelsior del vecchio colonnello

garibaldino!

_Vostro per la vita_

La baraonda · 第 16 / 44 题