RITIRATA DE' PIEMONTESI.

Così, frantumate e disperse le truppe degli stati minori, sparpagliati

ai quattro venti i crociati, il maresciallo austriaco riesce a limitare

la lotta fra lui e Carlo Alberto, fra l'Impero Austriaco, ricco d'ogni

sorta di rifornimenti, ed il Piemonte stremato d'uomini e di pecunia.

Questo impari duello si risolve nell'infausta giornata di Custoza, ove

20,000 piemontesi sono sopraffatti da 54,000 austriaci, col sanguinoso

combattimento di Volta, colla disordinata ritirata dei nostri verso

l'Oglio, durante la quale soldati italiani nel paese più ricco ed

ubertoso d'Europa sono privi di rifornimenti e di viveri. Oh, i

meravigliosi contratti con le imprese!

Il Re, credendosi impegnato dall'onore, volle difendere Milano: fu

questo un errore militare, ma le considerazioni per l'avvenire e la

politica glielo imponevano. Militarmente era per certo indicato di

prendere la via del Po e quindi una posizione di fianco rispetto al

nemico invadente. Il Radetzky non era ancora così forte da avventurarsi

nel Piemonte, lasciandosi alle spalle la rivoluzione, non ancora

fiaccata. E poi la Francia avrebbe permesso che l'Austria diventasse

sua confinante?

Ma che poteva aspettare il cavalleresco Re di Sardegna dagli Stati

penisolani? Chi, dopo essere stato impassibile innanzi alle sue

primitive vittorie, lo avrebbe sorretto nella sventura?

Per più di tre mesi tra l'Arno e le Alpi erano rimasti in armi

ben 150,000 italiani e tra l'Isonzo ed il Mincio non più di 70,000

austriaci! Questo sia affermato innanzi alla storia, che terribile

giustiziera tolse poi la corona a tutti quei principi che le sventure

dell'impareggiabile Re di Sardegna, segretamente prepararono, e ne

risero.

Non era la ragione del numero che nel '48 avversava l'Italia, ma una

politica bieca, la quale impedendo agl'italiani di far massa contro

Radetzky permetteva a Radetzky di allontanare i _napoletani_ da

Bologna, di battere i _veneti_ tra l'Isonzo ed il Piave, i _toscani_ a

Curtatone, i _romani_ a Vicenza, i _piemontesi_ a Custoza, e di indurre

Carlo Alberto all'armistizio di Salasco.

Soffermiamoci: a che seguire il Re magnanimo sul mesto cammino di

Novara? La grande idea italiana emigrava con lui nel doloroso esiglio

di Oporto, ma composto il suo primo Eroe nell'avello, risorgeva, armata

ed invitta nel pensiero del figlio per attraversar vincitrice i campi

di San Martino.

La vita Italiana nel Risorgimento (1846-1849), parte 2 Terza serie - Storia · 第 46 / 58 题