IL PRIMO ERRORE.

Ed ora dobbiam registrare gli errori nostri. Una città poteva per lo

passato, come Firenze ai tempi di Pier Capponi, come Palermo ai tempi

dei Vespri, come Genova ai tempi del Balilla, e può forse ancora al

presente, in particolarissimi casi, cacciare una truppa fuori delle

proprie mura, ma non può improvvisare gli arti necessari per compiere

coll'inseguimento la rotta del nemico.

A chi spettava questo cómpito? All'esercito piemontese! Perchè non

lo eseguì? Perchè si erano create diffidenze funeste, perchè oltre il

Ticino non si intuì la situazione, e non si poteva intuire: perchè la

politica interna, le elezioni, il cambiamento del ministero assorbivano

le menti.

Il 23 marzo Radetzky versava in critica situazione, fuggito da Milano

procedeva taciturno verso il Veneto in mezzo a soldati, ad impiegati

civili, a feriti stanchi ed esausti; nella sua ira impotente aveva

incendiato Melegnano. — Bergamo, Como, Brescia, Cremona insorgono.

Il 22 marzo Venezia proclamavasi indipendente; Udine, Treviso, tutto il

Veneto orientale comprese le fortezze di Osoppo e Palmanova ne seguono

l'esempio.

Per poco che s'attenda, anche Verona, anche Mantova si scuote, e la

rivoluzione avvolge nel suo turbinío il debole corpo austriaco. E

Carlo Alberto, che ciò prevedeva sino dal 20 marzo, voleva «volare» in

soccorso de' milanesi, proprio quando il nuovo ministro della guerra

chiedeva dieci giorni di tempo per completare gli armamenti.

Era effettuabile il desiderio del Re? Sì! Già dal 3 febbraio stavano

sotto le armi tutti i nati del 1825, 1826 e 1827 ed in parte quelli del

1823 e del 1824: 40,000 soldati erano così ai reggimenti e la forza di

una Divisione di guerra trovavasi in gran parte sul Ticino.

Un ardito capitano avrebbe subito compreso che per assicurare e

compiere la vittoria dei milanesi non bisognava rafforzare l'esercito,

ma muoverlo immediatamente: pochi battaglioni piemontesi congiunti ai

ribelli della Lombardia, ai soldati che avevano abbandonate le insegne

austriache potevano raggiungere e distruggere l'esercito di Radetzky,

il cui nucleo principale sino ai primi di aprile, condusse al di qua

del Mincio vita randagia e perigliosa.

La vita Italiana nel Risorgimento (1846-1849), parte 2 Terza serie - Storia · 第 36 / 58 题