Gli Stati della Chiesa avevano una forza militare di 17,000 uomini, di
cui ¾ indigeni (così almeno si chiamavano) ed il resto svizzeri.
Era una truppa screditata più che non lo meritasse: buoni i reggimenti
svizzeri, privilegiati di paga e di vestimenta, buoni alcuni ufficiali
provenienti da eserciti forestieri.
Il contrasto fra preti e guerrieri faceva sì che dir _soldato del papa_
suonasse ingiuria, e che alcune circostanze tipiche contribuissero a
menomare il prestigio dell'esercito pontificio.
Qual concetto potevasi, ad esempio, avere di certe batterie di cannoni
entranti in Bologna ricche più di trombettieri che di artiglieri,
quasichè non le mura di Verona, ma quelle di Gerico, si fosser dovute
espugnare?
Come aver fiducia in colonnelli che preferivano e vollero il fucile a
pietra focaia, anzichè quello a percussione, con tante difficoltà fatto
arrivare dalla Francia?
Le forze romane furono ripartite in due schiere divisioni. Il generale
Durando avoca le truppe regolari, il Ferrari le volontarie: così
perpetuavasi l'errore di non fondere insieme elementi dei quali l'uno
avrebbe servito di correttivo all'altro.
Il Durando ed il Ferrari avevano buone qualità come soldati, ma questi,
sottoposto a quello, mal ne soffriva la dipendenza; e la politica,
che già impediva un razionale ordinamento disciplinare, non tardò a
perturbare ogni concetto di tattica e di strategia.