Per isvolgere il tema, che mi fu esibito da questa chiarissima Società
di pubbliche letture, io ho dovuto consultare libri e riprendere studi
quasi messi da parte nell'affrettato viver dell'oggi.
Ma voi — toscani — avete una speciale ragione di illustrare il periodo
storico del 1846-49, perchè siete gli Ateniesi d'Italia, ed anche
allora insegnaste come la gentilezza del vivere, l'arte, gli studi,
mirabilmente si accoppiano alle armi, quando lo vuole la mente, quando
l'esige la Patria.
Seguendo dappresso la vita de' nostri padri, nell'immortale periodo
ora ricordato, si impara a comprenderli, ad amarli, anche nelle loro
utopie, anche nei loro traviamenti.
Dicesi che un felice errore di calcolo abbia indotto Cristoforo Colombo
ad affrontare il «_Mar tenebroso_», e così a scoprire l'America, e fu
per certo una moltitudine di sante illusioni, fu l'ingenua ignoranza
delle forze austriache, la fede, che intrecciava in un serto patria e
religione, che indusse a considerar conciliabili tendenze forzatamente
opposte, che spinse le genti italiane sui campi di Peschiera, di
Pastrengo, di Santa Lucia, del Cadore, di Vicenza, di Governolo, di
Curtatone, di Montanara, di Goito, di Custoza, di Milano, di Novara,
e che insieme le fuse — maravigliando, scuotendo l'egoismo degli
stranieri — nei memorabili assedi di Roma e di Venezia.