Molto illustre Signore,
_A un caldissimo amatore e felice coltivatore de' nostri antichi
classici studii, quale è la S. V. Ch.ma, non puote certamente
ispiacere l'offerta di questo_ LIBRO DI CUCINA, _dettato, a quel che
si pare, nell'aureo trecento, o in quel torno, e non mai, per quanto è
a mia notizia, fin qui reso di pubblico diritto. La S. V. Ch.ma nel
passato anno, tratta da soverchio di amorevolezza, volle testificarmi
l'affezione sua pubblicamente, intitolandomi l'erudito e candido suo
ragionamento sulla_ necessità di conservare e accomunare la lingua;
_ed io oggi voglio in qualche maniera rendernele un poco di
contraccambio, per giustizia ed equità, e per la gratitudine e la
stima che caldissime verso di Lei sento._
_Or si compiaccia dunque, o molto illustre Signore, di accettare con
lieto viso questa mia testimonianza de' prefati ragionevoli
sentimenti; e mi creda, quale con singolare affetto ed ossequio, ho
l'onore di dichiararmi_
_Di Bologna, nel Novembre del 1863._