18 Settembre. Venerdì.

_Lacerba_ del 15, porta un articolo un po' becero — come il

solito — del Papini, ma simpatico. V'è anche un nobile scritto

di Soffici. Fa — e si rivolge ai Germani — un confronto fra la

cultura latina e la cultura germanica. Lo so: «Per cultura noi

intendiamo quell'alleggerimento dello spirito che lo porta a godere

profondamente delle armonie segrete della natura amata nella sua

semplice concretezza, delle eleganze, dei pensieri luminosi, di

tutte le bellezze in un'atmosfera di serenità iridata e felice. Siamo

lontani, come vedete, dal vostro nuvolismo metafisico, dalla vostra

sentimentalità, dal pastone dei vostri dottorismi, della vostra

istruzione compilatoria».

Vero! o, almeno, _vero_ per noi solitari d'Italia. Ma oramai non si

tratta più di cultura, ma di mortai.

_Lacerba_ non contiene disegni futuristi nè parole in libertà, e così

leggo che Parigi non contiene più _apaches_, non case da gioco, non

fastosi restaurants. Che proprio occorra la guerra per avere un poco di

purificazione?

Il _Giornale d'Italia_ ha in testa, a gran caratteri: «Quello che

occorre affinchè l'Italia nessun detrimento abbia a soffrire dalla

neutralità:

Il romanzo della guerra nell'anno 1914 · 第 13 / 24 题