_Lacerba_ del 15, porta un articolo un po' becero — come il
solito — del Papini, ma simpatico. V'è anche un nobile scritto
di Soffici. Fa — e si rivolge ai Germani — un confronto fra la
cultura latina e la cultura germanica. Lo so: «Per cultura noi
intendiamo quell'alleggerimento dello spirito che lo porta a godere
profondamente delle armonie segrete della natura amata nella sua
semplice concretezza, delle eleganze, dei pensieri luminosi, di
tutte le bellezze in un'atmosfera di serenità iridata e felice. Siamo
lontani, come vedete, dal vostro nuvolismo metafisico, dalla vostra
sentimentalità, dal pastone dei vostri dottorismi, della vostra
istruzione compilatoria».
Vero! o, almeno, _vero_ per noi solitari d'Italia. Ma oramai non si
tratta più di cultura, ma di mortai.
_Lacerba_ non contiene disegni futuristi nè parole in libertà, e così
leggo che Parigi non contiene più _apaches_, non case da gioco, non
fastosi restaurants. Che proprio occorra la guerra per avere un poco di
purificazione?
Il _Giornale d'Italia_ ha in testa, a gran caratteri: «Quello che
occorre affinchè l'Italia nessun detrimento abbia a soffrire dalla
neutralità: