TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO IV.

CAPITOLO XXIII. _Guerra di Sicilia. — Grandezza

e decadenza della repubblica di

Pisa. — Crudel morte del conte Ugolino. — Nuove

turbolenze a Firenze._ 1282-1292. _pag._ 3

_Anno_

Carlo d'Angiò non doveva, a quanto pare,

essere troppo indebolito dai vesperi

siciliani _ivi_

Mezzi di resistenza che una passione

nazionale dà ai Siciliani 4

Gli abitanti di Palermo tentano di placare

il re ed il papa 6

1282 Il 6 luglio. Carlo attacca Messina con una

flotta ed una armata imponenti 7

Il 30 agosto. Pietro d'Arragona giugne a

Trapani, e riceve omaggio dai Siciliani 8

Ruggeri di Loria, ammiraglio de' Siciliani,

occupa lo stretto di Messina 9

Diffida vicendevole de' re d'Arragona

e di Napoli 10

1282 Carlo costretto ad abbandonare la Sicilia

ed a tornare in Calabria 12

La sua flotta viene incendiata alla Catona

e a Reggio da Ruggeri di Loria _ivi_

Carlo propone a Pietro un combattimento

in campo chiuso 13

Gli apparecchi per tale combattimento

lasciano per qualche tempo la Sicilia

in riposo 14

1276-1282 I Pisani in tempo di pace acquistano

maggiori ricchezze e potenza _ivi_

Rivalità de' Pisani e de' Genovesi;

dispute tra queste popolazioni in Corsica 16

1282 Le flotte dei due popoli si minacciano

qualche tempo senza battersi 17

Disastro della flotta di Ginicello Sismondi 18

Esploratori mantenuti pubblicamente dalle due

città 19

1283 Potenti flotte dei Pisani e dei Genovesi che

si minacciano senza venire a battaglia 20

1284 Il 1 di maggio. Guido Jacia, ammiraglio pisano,

battuto da Enrico de' Mari 21

I Pisani armano a spese de' particolari

una flotta di centotre galere 22

Il 6 agosto. Battaglia della Meloria

tra i Genovesi ed i Pisani 24

1284 Accanimento di questa battaglia. Oberto Doria,

ammiraglio genovese, si batte con Alberto

Morosini, ammiraglio pisano 25

Rotta de' Pisani colla perdita di cinquemila

morti ed undicimila prigionieri 26

Costernazione generale de' Pisani

quand'ebbero notizia della disfatta 27

I Genovesi ricusano di ricevere la taglia per

la libertà dei Pisani, che tengono 16 anni

prigionieri 28

Il 10 novembre. Lega de' Guelfi toscani per

attaccare Pisa 29

1285 Il conte Ugolino della Gherardesca nominato

capitano generale di Pisa 31

Egli riesce a disciogliere la lega de' Guelfi

toscani contro Pisa _ivi_

Cerca di liberare i prigionieri, cedendo

Castro di Sardegna, ma s'oppongono gli

stessi prigionieri _ivi_

Ottiene la pace dai Lucchesi cedendo loro

molti castelli 32

Il conte Ugolino prende a perseguitare

i Ghibellini 33

Nino di Gallura si associa ai suoi nemici e

cerca di muovere il popolo contro di lui 34

1285-1287 Il conte Ugolino rassoda la sua tirannide 36

1285-1287 Si riconcilia coi Ghibellini, e scaccia

dalla città Nino di Gallura 37

1288 Violenza de' suoi trasporti di collera:

uccide un nipote dell'arcivescovo Ruggeri 38

Il 1 di luglio. L'arcivescovo Ruggeri l'attacca

coll'ajuto de' Ghibellini 39

Il conte Ugolino viene chiuso co' suoi

figliuoli nella torre della fame 40

1283 Apparecchi per la battaglia in campo chiuso

che doveva aver luogo a Bordeaux il 15 maggio 44

Papa Martino IV si oppone a questa battaglia,

ed Edoardo re d'Inghilterra non vuole

accordare guarenzia ai due monarchi _ivi_

Carlo si porta a Bordeaux; Pietro protesta

di non esservi per lui sicurezza 45

Il 15 marzo. Sentenza del papa che spoglia

Pietro dei regni di Sicilia e d'Arragona 47

1284 Carlo torna per mare a Napoli 48

Il 5 maggio. Prima del suo arrivo a Napoli,

suo figlio Carlo vien fatto prigioniere

da Ruggeri di Loria 49

Carlo d'Angiò punisce severamente i Napoletani

malcontenti 50

1284 Si lascia ingannare dalle negoziazioni de'

Siciliani, e perde la stagione propria

ad agire 51

1285 Cade infermo a Foggia e muore il 7 di gennajo

in età di sessantacinque anni _ivi_

Il 25 di marzo. Morte di Martino IV,

cui succede Onorio IV 52

1282 Nuova costituzione dei Fiorentini; i priori

delle arti e della libertà 54

I priori ne' due mesi della loro carica

sono prigionieri in palazzo 56

1283 Rivoluzione a Siena; stabilimento della

signoria e dell'ordine dei nove 57

Eguale rivoluzione in Arezzo, seguita

nel 1287 da una controrivoluzione 58

1288 I Ghibellini di Pisa e d'Arezzo dichiarano

la guerra ai Guelfi ed ai Fiorentini 60

1289 L'undici giugno. Rotta degli Aretini a

Certomondo, presso di Campaldino _ivi_

1289-1293 Vantaggi ottenuti dai Pisani sotto la

condotta del conte Guido da Montefeltro 61

1292 Dissensioni in Firenze tra i nobili

ed il popolo 63

Giano della Bella, gentiluomo fiorentino,

capo del partito popolare 64

1292 Ordinanza di giustizia che rende

sottomessa la nobiltà 66

Organizzazione militare della città;

il gonfaloniere della giustizia 67

Dino Compagni, gonfaloniere, atterra

le case de' Galigai 69

Odio de' nobili contro Giano della Bella;

cercano il modo di perderlo _ivi_

Gli rendono nemici alcuni dei

corpi dei mestieri _ivi_

1294 Accusano Giano della Bella avanti ad una

signoria di già resa loro parziale 72

Il 3 di marzo. Giano viene esiliato, e muore

lontano dalla sua patria 73

CAPITOLO XXIV. _Pontificato di Bonifacio VIII. — Il

partito guelfo si divide in due fazioni,

de' Bianchi e de' Neri. — I Bianchi,

perseguitati, si uniscono ai Ghibellini._

1294-1303 75

1285-1287 Pontificato d'Onorio IV _ivi_

1288-1292 Pontificato di Nicola IV 76

1292-1294 Vacanza della santa sede 77

1294 Elezione di Pietro di Morone che prende

il nome di Celestino V 79

Celestino V fissa la sua residenza in Napoli 81

Debolezza di questo papa e sua assoluta

incapacità di governare la Chiesa 82

1294 Intrighi di Benedetto Caietano, cardinale

d'Anagni, contro il papa 83

Il 13 dicembre. Così consigliato dal Caietano,

Celestino si dimette dalla dignità pontificia 84

Il 23 dicembre. Gli succede il cardinale

Caietano col nome di Bonifacio VIII 85

1295 Di gennajo. Pietro di Morone fugge per

tornare al suo eremitaggio 86

Bonifacio lo fa inseguire e chiudere

nella torre di Fumone 87

1296 Il 19 maggio. Morte di Pietro

di Morone, ossia Celestino V 88

1294 Il 10 dicembre. Tradizione intorno alla

Santa Casa trasportata a Loreto 90

1291 Il 19 di maggio. Melec Seraf s'impadronisce

di san Giovanni d'Acri. Uccisione dei

Cristiani 92

Vani sforzi del papa per eccitare

una nuova crociata _ivi_

1288-1295 Parzialità dei papi negli affari

di Napoli e di Sicilia 94

Carlo II, dopo uscito di prigione, viene

dal papa sciolto dal giuramento che gli

aveva procurata la libertà 95

L'Arragona attaccata da Carlo di Valois,

la Castiglia e la Francia 96

1295 Vergognoso trattato conchiuso colla mediazione

di Bonifacio tra Giacomo re d'Arragona e

Carlo II 97

1296 Protesta de' Siciliani contro il trattato;

essi nominano re l'infante don Federico 98

Inutile tentativo di Bonifacio

VIII per negoziare con Federico 99

La guerra si rinnova con furore

in Calabria ed in Sicilia 100

Situazione di Pistoja. Carattere

de' suoi abitanti 101

Famiglie e fazioni a Pistoja de' Cancellieri

guelfi e de' Panciatichi ghibellini 102

Tutti i nobili vengono esclusi

l'anno 1285 dal governo di Pistoja 103

La famiglia de' Cancellieri si divide;

zuffa fra due membri della medesima 104

Vendetta del ramo Nero de' Cancellieri 105

Il ramo Bianco de' Cancellieri

si vendica a vicenda 106

1296-1300 La città di Pistoja ed il suo territorio si

dividono tra i Cancellieri Bianchi e Neri 107

Atti di crudeltà e di perfidia

commessi dalle due parti 108

1300 La signoria di Pistoja ceduta per tre anni

ai Fiorentini quali pacificatori 109

1300 I capi delle due fazioni, Bianca e Nera,

vengono chiamati a Firenze 110

Rivalità in Firenze tra Corso

Donati e Vieri de' Cerchi 112

I Donati si uniscono ai Neri di

Pistoja, i Cerchi ai Bianchi 113

Le due fazioni sempre apparecchiate

a venire alle mani 114

Vieri de' Cerchi, il capo di

parte Bianca, manca di carattere 116

Bonifacio VIII cerca di metter

pace tra i due partiti 117

I capi de' Bianchi e de' Neri sono

in pari tempo esiliati da Firenze 118

Tornata de' Bianchi in Firenze;

intrighi de' Neri per vendicarsi 119

Il papa chiama in Italia Carlo di Valois 120

1301 I Bianchi opprimono il partito

de' Neri a Firenze ed a Pistoja 122

Il partito de' Neri trionfa a Lucca, e fa

esiliare Castruccio colla sua famiglia 123

Carlo di Valois entra in Toscana

per le montagne di Pistoja 125

I Bianchi dispongonsi a difendersi a Pistoja,

ma non ardiscono di attaccare Valois _ivi_

Questi va a Roma per concertare

ogni cosa col papa 126

1301 Torna a Staggia e minaccia Firenze 127

I Fiorentini acconsentono a riceverlo sotto

certe condizioni nella loro città 128

Valois entra in Firenze accompagnato

da molta cavalleria 129

Vieri de' Cerchi ed i Bianchi

trascurano i loro mezzi di difesa 131

Valois non osserva le giurate condizioni, e

fa tornare gli esiliati in Firenze 132

Fa imprigionare i Bianchi ed

abbandona le loro case al saccheggio 133

Cante de' Gabrielli incaricato di

perseguitare il partito vinto _ivi_

Dante ed il padre di Petrarca esiliati e

condannati al pagamento di una multa 134

1302 Il 4 aprile. Valois lascia Firenze e parte

alla volta della Sicilia 135

1296-1302 Continuazione della guerra di

Sicilia; difesa eroica di Federico 136

Valois costretto a far la pace con Federico 137

1303 Federico riconciliato alla Chiesa

e riconosciuto re della Trinacria 139

1295-1303 Orgoglio e violento carattere di

Bonifacio VIII _ivi_

Sua disputa coi cardinali di casa Colonna 141

1297 Bolla di scomunica contro i Colonna 143

Crociata contro i Colonna; consiglio

dato da Guido di Montefeltro 144

Origine delle contese tra Bonifacio

VIII e Filippo il bello 146

Gli stati del regno di Francia chiamati a

difendere le libertà della Chiesa Gallicana 148

Zelo di alcuni gentiluomini francesi

contro la Chiesa 149

Bonifacio convoca il clero francese

a Roma, ma questo non ubbidisce 150

1303 Guglielmo di Nogaret aduna

soldati presso Siena _ivi_

Il 7 di settembre sorprende il

papa in Anagni _ivi_

Il papa tenuto prigioniere, ed i suoi

tesori saccheggiati dai Francesi 152

Liberato dal popolo d'Anagni, rimane

nuovamente prigioniere degli Orsini 153

Muore frenetico, e forse per le proprie mani 155

CAPITOLO XXV. _Considerazione intorno al

tredicesimo secolo._ 157

Odio del popolo per la nobiltà

nel tredicesimo secolo 158

I nobili ed i proprietarj delle terre sono

una stessa classe di persone 159

La lunga possessione degl'immobili fu

risguardata sempre come una specie di nobiltà 161

Molte virtù sono ereditarie presso

i proprietarj _ivi_

Non avvi altro governo libero fuori di

quello in cui tutte le classi concorrono

alla sovranità 162

Servitù d'una nazione tosto che una

sola classe diventa sovrana _ivi_

Errore degli economisti che non vedono in

una nazione che i proprietarj 165

L'antica legislazione feudale lasciava tutta

la sovranità ai soli proprietarj 167

La libertà dell'Occidente è il frutto della

ribellione dei non proprietarj 168

Gelosia de' nobili contro i nuovi

ricchi nel tredicesimo secolo 169

I nuovi ricchi rimproverano i nobili d'essere

attaccati al partito del più forte 170

I nobili esclusi da qualunque

incumbenza governativa 173

Il governo de' mercanti non ebbe

uno spirito mercantile 175

Un'aristocrazia artigiana eccita l'odio di

tutte le classi della nazione 176

Influenza della libertà politica

sul carattere degl'Italiani 179

Risorgimento delle belle arti e

delle lettere _ivi_

L'architettura più che le altre belle arti

porta l'impronta del suo secolo 179

L'architettura del tredicesimo

secolo è tutta repubblicana 180

Canali pubblici, mura delle città,

fontane, darsene dei porti 181

Architettura religiosa, duomi di

Venezia, di Pisa; battistero 183

Architetti e scultori pisani; Nicola da Pisa 184

Scultura in marmo ed in bronzo.

Buonanno ed Andrea da Pisa 186

La pittura ristaurata. Cimabue 187

Giotto allievo di Cimabue 188

Poeti. Dante creatore della lingua e della

poesia italiana nato del 1265 189

Dante non ebbe negli affari pubblici quella

parte che dissero i suoi bibliografi 190

1302 Gennajo. Sentenza d'esilio pronunciata

contro Dante 193

1321 Settembre. Dante muore in Ravenna 195

Poema di Dante, la Divina Commedia 196

Epoca in cui compose Dante il suo poema 197

Festa dell'inferno rappresentata

in Firenze del 1304 199

Giubbileo del 1300, che forse diede

a Dante l'idea del suo poema 201

Incerta è l'epoca della pubblicazione

del poema di Dante 202

Onori resi dopo morte a Dante 203

Guido Cavalcanti, poeta, filosofo

e capo di parte 205

Storici del 13.º secolo 207

Storici Italiani. Giovanni Villani 209

Storici che scrissero in altri dialetti

d'Italia. Matteo Spinelli 211

Storici latini. Albertino Mussato 213

CAPITOLO XXVI. _Stato della Lombardia. — affari

della Chiesa; traslocazione della

santa sede in Avignone. — Assedio di Pistoja. — Condanna

dell'ordine de' Templari._

1300-1308 215

Stato della Lombardia in principio

del 14.º secolo; complicazione

della sua politica _ivi_

Infinito numero degli storici italiani 217

Il potere monarchico dei signori non era

guarentito dalla pubblica opinione 218

1287-1296 Ottone Visconti prepara a suo nipote Matteo

i mezzi per succedergli 220

La sovranità del popolo continua

a riconoscersi anche quando più

non se ne rispettava la libertà 221

Rivoluzioni del Piemonte; Bonifacio, conte di

Savoja, muore in prigione a Torino 222

Il marchese Guglielmo di Monferrato muore

entro una gabbia di ferro in Alessandria 225

Grandezza di Matteo Visconti; sua alleanza

colla casa della Scala 225

1287-1296 Odio d'Alberto Scotto, signore di Piacenza,

contro Matteo Visconti 227

1302 Lega di varj tiranni in Lombardia

contro la casa Visconti _ivi_

Matteo Visconti obbligato a deporre la

suprema autorità ed a lasciare Milano 229

Nuova lega guelfa in Lombardia 230

1303 Tale lega formata da Alberto Scotto si

dichiara contro di lui _ivi_

Alberto Scotto privato della signoria

di Piacenza 232

1306 Modena e Reggio scuotono il giogo della

famiglia d'Este 232

L'imperatore Alberto d'Austria non si cura

delle rivoluzioni d'Italia 233

1303-1304 Pontificato di Benedetto XI. Succede a

Bonifacio VIII il 4 di ottobre del 1303 235

Il nuovo papa oppresso dai cardinali 236

1304 Si ritira a Perugia e vi si rende

più indipendente _ivi_

Comincia ad agire contro Filippo il bello

per l'attentato commesso sulla persona di

papa Bonifacio 238

1304 Il 4 luglio Benedetto muore avvelenato 240

Il conclave in dieci mesi non conviene nella

nomina del papa 241

La scelta del papa lasciata, in conseguenza

d'una soverchieria, in arbitrio di Filippo

il bello 242

Filippo fa cadere l'elezione nella persona

di Bertrando di Gotte, arcivescovo

di Bordeaux 243

1305 Il 5 giugno, Bertrando di Gotte dichiarato

papa sotto nome di Clemente V 245

Chiama i cardinali in Francia

e si fa coronare a Lione 246

Si rende affatto dipendente dalla

corte di Francia 248

1307 Il papa scomunica Andronico

Paleologo ed i Greci 248

1282-1302 Andronico lascia conquistare ai Turchi tutte

le province dell'impero nell'Asia 250

1302 Passaggio in Grecia delle vecchie bande di

Federico, ossia della grande compagnia 252

1302-1307 Guerre ed indipendenza della grande compagnia 253

1307 Clemente V vuole armare una crociata contro

i Greci in favore de' principi francesi 254

1293-1299 Seconda guerra tra i Veneziani ed i Genovesi 255

1299 Vittoria ottenuta dai Genovesi, sotto il

comando di Lamba Doria, sui Veneziani a Corzola 256

1306 19 dicembre. Alleanza de' Veneziani

con Carlo di Valois 258

1306-1311 Gelosia e rivalità de' Genovesi

e de' Veneziani in Grecia 259

1311 La grande compagnia de' Catalani

conquista il ducato d'Atene 260

Clemente V vuole riconciliare i

Bianchi ed i Neri di Toscana _ivi_

1303-1304 Legazione del cardinale di Prato in Toscana 261

Il partito de' Neri costringe il

cardinale a ritirarsi 264

1304 Il 4 giugno egli scomunica Fiorenza nel

sortire da questa città _ivi_

Intrapresa di Baschiera de' Tosinghi

sopra Firenze 266

1305 I Fiorentini attaccano Pistoja

per iscacciare i Bianchi 268

Il 22 maggio. Il duca di Calabria, comandando

i Fiorentini, assedia Pistoja 269

1306 Il cardinale di Prato vuole interessare

il papa nella difesa di Pistoja 271

Penuria degli assediati; essi chiedono

soccorso a Bologna 272

Il 5 di febbrajo i Fiorentini eccitano una

sommosa in Bologna, facendone cacciare i

Bianchi 273

1306 Il 10 aprile. Pistoja è costretta di

capitolare dopo dieci mesi e mezzo d'assedio 274

1307 Il cardinale Orsini vuole ricondurre i Bianchi

a Firenze, ma la sua armata si disperde 275

Filippo il bello domanda a Clemente V di

condannare la memoria di Bonifacio VIII 276

1.º di giugno. Clemente assolve

coloro che attaccarono il papa 278

Filippo chiede la proscrizione

dell'ordine de' Templari _ivi_

1128-1307 Ordine de' Templari; sue regole

austere e sue guerre 279

1307 Il 13 ottobre. I Templari arrestati

in tutta la Francia 281

1307-1311 Assurde accuse prodotte contro di loro _ivi_

Loro costanza in mezzo ai supplicj 282

L'innocenza de' Templari riconosciuta

da molti storici contemporanei 283

1311 Il concilio di Vienna condanna l'ordine de'

Templari, i di cui beni vengono confiscati 284

Confessione del gran maestro, Giacomo di Molay,

che in appresso ritratta 285

CAPITOLO XXVII. _Affari di Firenze. — Regno

e spedizione in Italia dell'imperatore

Enrico VII di Luxemburgo._ 1308-1315 287

1308 Trionfo del partito dei Neri a Firenze ed

in altre parti della Toscana 287

1308 Opposti difetti delle repubbliche

e delle monarchie 288

Corso Donati scontento del partito ch'egli

medesimo aveva formato, se ne distacca 289

Citato avanti al podestà, viene

condannato a morte per contumacia 291

Raggiunto da' suoi nemici ed arrestato,

s'uccide per sottrarsi al supplicio 292

1309 Oppressione de' Pistojesi, loro sommossa 293

I Fiorentini meno accaniti dei

Lucchesi contro Pistoja 294

La pace stabilita colla mediazione de' Sienesi 295

1308 31 gennajo. Morte d'Azzo VIII d'Este. Guerra

civile tra suo fratello ed il figlio di suo

figlio naturale. La sua casa spogliata

dal papa 296

Il 1.º di maggio. Morte d'Alberto d'Austria,

assassinato da suo nipote 299

Il 25 novembre. Enrico, conte di Luxemburgo,

nominato re de' Romani 302

1309 Enrico VII occupa il regno di Boemia _ivi_

Si dispone a passare in Italia 303

L'opinione diventata in Italia più favorevole

all'autorità imperiale 304

1309 Tale cambiamento era dovuto più che a

tutt'altro agli eruditi 307

ed ai giurisperiti 308

Sommissione d'Enrico VII al papa 309

Il 5 maggio. Morte di Carlo II di Napoli;

gli succede il suo terzo figliuolo Roberto 310

1310 Enrico riceve in Losanna i deputati

degli stati d'Italia 311

Il 10 di ottobre arriva in Asti, ed i signori

di Lombardia si recano alla sua corte 312

Guido della Torre è incerto se

debba riceverlo 314

Infine gli va all'incontro e gli

apre le porte di Milano 315

1311 Il 6 gennajo. Enrico VII riceve

a Milano la corona di ferro 316

Pacifica le frizioni delle città

di Lombardia _ivi_

Malcontento de' Milanesi per la

domanda di un dono gratuito 318

Enrico chiede ostaggi ai Guelfi

ed ai Ghibellini 319

Sedizione eccitata dai Torriani,

che sono poi costretti a fuggire 320

Ribellione della maggior parte

delle città di Lombardia 321

1311 Il 19 di maggio Enrico assedia Brescia 322

Chiede ai legati pontificj che

scomunichino i Bresciani 323

Onorevole capitolazione accordata ai

Bresciani nel mese d'ottobre 324

Enrico viene a Genova che si dà in suo potere 325

Malcontento de' Genovesi a cagione delle

contribuzioni che loro impone 326

1312 Trattati tra Enrico VII e Roberto re di Napoli 327

Questi trattati sono rotti, ed il re di Napoli

si apparecchia alla guerra 328

Due deputati d'Enrico vanno in Toscana 329

Relazione di un deputato sui

pericoli corsi presso Firenze 330

Questi deputati formano un'armata coll'ajuto

dei conti Guidi 335

Il 16 di febbrajo. Enrico si pone in viaggio

da Genova per Pisa 336

Attaccamento dei Pisani ad Enrico VII 337

Enrico va a Roma e contrasta il possesso di

questa città ai Napoletani 338

Il 29 di giugno viene consacrato in san

Giovanni di Laterano, per non poter entrare

nella basilica Vaticana 339

1312 Si ritira a Tivoli con un'armata

assai indebolita 340

In agosto aduna nuove truppe

e rientra in Toscana 341

I Fiorentini veri capi del partito guelfo;

estensione della loro politica _ivi_

I Fiorentini con molto coraggio civile

mancavano di coraggio militare 343

Notabile contrasto in questa guerra tra la

loro fermezza e la loro mancanza di valore _ivi_

Il 19 di settembre. L'armata imperiale si

presenta alle porte di Firenze 345

I Fiorentini ricevono considerabili rinforzi,

ma non osano attaccare l'imperatore 347

1313 Il 6 di gennajo Enrico si allontana da Firenze

e si accampa a Poggibonzi 348

Enrico fa condannare dal suo tribunale i

Fiorentini ed il re di Napoli 349

Giugne all'imperatore una nuova armata

dalla Germania 351

Il 5 agosto Enrico si pone in viaggio per

attaccare il regno di Napoli _ivi_

I Fiorentini invocano la protezione

del re di Napoli 352

1313 Danno a Roberto la signoria

della loro città 353

Enrico sorpreso da una malattia

a Buonconvento 354

Il 24 di agosto muore inaspettatamente _ivi_

Sventura de' Pisani che in lui

perdono il loro protettore 355

Danno la signoria ad Uguccione della Fagiuola 356

CAPITOLO XXVIII. _Consolidamento dell'aristocrazia

veneta; il maggior consiglio viene

reso ereditario. — Vittoria d'Uguccione

della Fagiuola sui Fiorentini. — Sua

espulsione da Pisa e da Lucca. — Padova

perde la sua libertà. — Signorie lombarde._

1313-1317 357

La repubblica veneta non prende

parte nelle rivoluzioni d'Italia _ivi_

Lente e tacite usurpazioni del

maggior consiglio 358

1289 Il popolo tenta di ricuperare il diritto

di eleggere egli stesso il doge 359

Al doge eletto dal popolo gli

elettori oppongono Pietro Gradenigo 360

Gradenigo vuol privare il popolo di ogni parte

nell'elezione del maggior consiglio 361

1297 Il 28 di febbrajo. Decreto che ne affida

l'elezione ad uno scrutinio annuale 363

1297 Questo scrutinio viene affidato alla

quarantia criminale, che in tal modo

subentra ne' diritti del popolo 364

1298-1315 Nuovi decreti per impedire l'introduzione

d'uomini nuovi nel consiglio 365

1319 Ultimo decreto che abolisce il periodico

rinnovamento del maggior consiglio 366

1299 Prima cospirazione contro la

nuova aristocrazia 367

1310 Seconda cospirazione più formidabile.

Boemondo Tiepolo 368

Il 15 giugno. I congiurati attaccano

il palazzo ducale e sono respinti 369

Convenzione tra il doge ed i congiurati,

che vanno volontariamente in esilio 371

Istituzione del consiglio de' dieci per

sopravvegliare e punire i nobili 372

Arbitrarie procedure del consiglio de'

dieci; terrore che ispira 374

Il consiglio de' dieci s'impadronisce

della direzione della repubblica 375

Il consiglio de' dieci poteva essere

distrutto ogni anno se i nobili

rifiutavano di rinnovarlo 377

Due cose notabili in questo consiglio; il potere

risguardato quale compenso della libertà _ivi_

1310 Mezzo di limitare un potere esecutivo

immenso in una repubblica 379

1313 Apparecchi de' Guelfi di Toscana per opprimere

il partito ghibellino 382

1314 Il 14 di marzo. Roberto viene dal papa

creato vicario imperiale in Italia 383

Trattato di pace tra Roberto,

i Guelfi ed i Pisani 384

Uguccione della Fagiuola capitano di Pisa

impedisce la ratifica di questo trattato 385

I Lucchesi obbligati di richiamare

i loro esiliati ghibellini 386

Il 14 di giugno. Uguccione della Fagiuola

sorprende Lucca e l'abbandona al saccheggio 387

I Fiorentini chiamano i principi di Napoli

per far la guerra a Fagiuola 389

1315 Undici di luglio. Filippo di Taranto e suo

figlio assumono il comando de' Fiorentini 390

Uguccione assedia Montecatini; i Guelfi

tentano di fargli levare l'assedio 391

Il 29 agosto. Battaglia di Montecatini;

disfatta dei Fiorentini 392

Tirannia d'Uguccione in Lucca e Pisa 394

1316 Ammutinamento di Lucca occasionato

dall'arresto di Castruccio 395

1316 10 aprile. Il popolo di Pisa si rivolta

contro Uguccione mentre questi marcia

contro Lucca 395

Uguccione e suo figliuolo scacciati nello

stesso tempo da Pisa e da Lucca 396

1317 In aprile. Pace fra i Ghibellini

ed i Guelfi di Toscana 397

Progetti del re Roberto sopra

la Lombardia e Genova 399

Padova si conserva libera in

mezzo ai tiranni della Venezia 400

1265-1311 I Vicentini sottomessi ai Padovani;

vicendevole loro odio 401

Gelosia tra la nobilità ed il popolo di Padova 402

Istabilità da' Padovani e loro

frequenti rivoluzioni 403

1311 Vicenza sottratta al dominio di Padova 404

1312 Sottomessa al governo di Cane della Scala 405

Guerra tra Padova e Cane della Scala 409

1313 Zuffa per la divisione delle acque

del Bacchilione 409

Potente armata de' Padovani; sua inazione _ivi_

Gelosia eccitata contro i capi del governo 410

1314 Sedizione eccitata dai Carrara;

uccisione dei due magistrati _ivi_

1314 Pericoli cui viene esposto lo storico Mussato 413

Indisciplina dell'armata padovana 414

I Padovani occupano un sobborgo di Vicenza 415

Contro le loro promesse l'abbandonano

al saccheggio 417

Sono sorpresi e rotti da Cane della Scala 419

Alleanza dei Padovani coi loro vicini 421

20 ottobre. Pace tra Cane ed i Padovani 423

1317 21 maggio. I Padovani violano la pace:

nuovo tentativo sopra Vicenza 424

Vantaggi ottenuti da Cane della Scala 425

1318 23 luglio. La signoria di Padova

data a Giacomo da Carrara 426

Rivoluzioni a Cremona 428

Cremona attaccata da Cane e

da Passerino Bonaccorsi 429

1315 5 settembre, il marchese Giacomo Cavalcabò

nominato signore di Cremona 430

1322 17 gennajo. Cremona sottomessa

a Galeazzo Visconti 431

Frequenti rivoluzioni in Lombardia 432

Incerta situazione di tutti i tiranni d'Italia 433

La popolazione, malgrado le frequenti

rivoluzioni, non diminuisce 435

1240-1308 Dominio di casa d'Este in Ferrara 436

Principio delle case Bonacorsi, Scala

e Polenta 437

Protezione accordata alle lettere

da Cane grande 439

I poeti più numerosi presso i principi

che nelle repubbliche 441

Progressi dell'architettura 442

Entrate delle piccole corti lombarde 443

Commercio e manifatture 444

Il popolo di Lombardia rientra nell'oscurità 446

Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 04 (of 16) · 第 9 / 11 题