Confermandosi nell'ipotesi per cui si era arrabbiato, il signor Prospero
ebbe un rigurgito di amarezza in gola; poi si sentì pieno di male il
cuore. E si sfogò a inveire, entro di sè, contro la nipote. Stupida!
Infatuarsi d'un Tarelli! Credere avesse buone intenzioni e si proponesse
davvero di sposar lei! Non dubitare che egli amoreggiasse per
divertimento! Stupida! -- Poi inveì di nuovo contro quel gaglioffo che
lusingava, per divertimento, una ragazza onesta, la nipote di Prospero
Marzioli! canaglia! briccone!
Se non che, a pensarci, comprendeva ora come la richiesta di comprar Top
fosse stata un pretesto e come la visita, con i salamelecchi e le
adulazioni, dovesse avere avuto uno scopo anche più ignobile: stringere
amicizia con lo zio; ingraziarselo, servirsi di lui meglio che del cane.
-- Ragazzaccio! Tu sei furbo, ma...
Più furbo lui, lo zio!, quantunque non arrivasse a immaginar tutta la
verità. Questa: mancato il sussidio del collare, giudicando troppo
rischioso il gettito dei biglietti e delle letterine dal muro del
cortile, oh che restava all'Elena se non suggerire a Diego il mezzo
suggerito dallo zio a lei: il buco della serratura?
Nè lo sfogo sollevò il signor Prospero; egli non ebbe riposo nel cuore e
nella testa. Adesso voleva e non voleva parlar alla nipote, esortarla a
metter giudizio o, no, tacere. Finchè l'ira di nuovo prevalse.
No; l'Elena non meritava i suoi consigli! Non aveva avuto fiducia in
lui; non ne aveva: corresse dunque al castigo; alla delusione! E, dopo
tutto, per lei sarebbe meglio. Non s'innamorerebbe più così facilmente;
forse non si mariterebbe mai; vivrebbe nel bene dei suoi e dello zio.
Questo, questo egli, ora, sperava!
«Egoista!» gli gridò la coscienza; e mentre si ascoltava sorpreso,
«egoista» gli sembrò ripetessero dalle gabbie, piangendo e cantando, le
creature schiave della sua vita inutile; «egoista!» sembrò affermar
anche Top, che era stanco di dormire e desiderava andar fuori, in
campagna, a caccia.
Onde Prospero Marzioli, più afflitto che mai, si alzò, prese lo
schioppo, passò il braccio nella cinghia; si diresse alla porta da cui
il bracco l'aveva preceduto. Ma sulla soglia ristette.
E tornò indietro; e venne all'uscio a figger lo sguardo nel buco della
serratura. Non vide nessuno. Elena! Elena! Chiamarla? Non ne ebbe la
forza.
Oh! fuggire di là, in campagna, a caccia, con Top, a guarire del male
che aveva nel cuore!