Piú di voi fortunati sotto 'l sole
fra quantunque animal non muove spirto,
ch'al fin d'esta mortal incerta nebbia
migrar ci è dato sovra l'alte stelle!
Bontá di lui, che, a man destra del Padre
regnando, fassi degna nostra guida.
Nostra per cieco labirinto guida,
ove smarri de lo 'ntelletto il sole;
nostro fermo dottor, che sé col Padre
esser c'insegna un Dio co' l'almo Spirto,
un Dio, che stabil muove il mar, le stelle,
augelli, belve, frondi, vento e nebbia.
Ma da l'Egeo mar un'atra nebbia,[292]
che a tanti perder fa la dolce guida,
levata in alto fin sotto le stelle,
ai saggi erranti cela il vero sole:
ché piú credon salir di Plato il spirto,
che Paolo e Móse, che d'Isacco 'l padre;
[292] Omnis doctrina et virtus philosophorum sine
capite est, quia Deum nesciunt, qui est virtutis ac
doctrinae caput.
né Archesilao né de stoici il padre
sin qui gli han tolto via del cuor la nebbia,
che penetrar non lascia ove sia 'l spirto
motor di ciò che muove, mastro e guida.
Però van ciechi e bassi, e solo al sole
molti dricciâr altari ed a le stelle.
O voi dunque, mortali, de le stelle,
de l'anime e di noi cercate il sole,
e non del dubbio Socrate la nebbia.
Meglio è morendo aver Iesú per guida
che ad Esculapio offrir d'un gallo il spirto![293]
[293] Socrates moriturus gallum immolari Esculapio
iussit.
I' veggio trasformato il negro spirto
in angelo di luce, per le stelle
volando, a noi mostrarsi esser lor guida,
se leggo Averois, d'errori padre.
Ma l'aquila Gioanni in bianca nebbia
sublime affise gli occhi al Sol del sole;
al Sol del sole, onde 'l figliuol, dal padre
mandato in questa nebbia su a le stelle,
si è fatto nostra guida, amor e spirto.