LIMERNO

--Vaga, solinga e dolce tortorella,

ch'ivi sul ramo di quell'olmo secco

ferma t'appoggi ed hai pallido il becco,

spennata, pegra e men de l'altre bella;

dimmi, che piagni?--Piango mia sorella

perduta in queste selve, e lei dal stecco

di questo antico legno chiamo, ond'Ecco

miei lai riporta a la piú estrema stella.--

Lasso! ch'anco la mia pennando i' chero

per questi boschi, e 'ndarno quella abbraccio,[206]

fingendo lei quell'albero, quel pino.

Ma acciò che 'l nostro affanno men sia fiero,

partiamo a l'uno e l'altro il suo destino,

ché altrui miseria al miser è solaccio.

[206] «Ludit Amor sensus, oculos perstringit et

aufert libertatem animi et mira nos fascinat arte».

Caos del Triperuno Opere Italiane Vol. 1 · 第 93 / 222 题