TRIPERUNO

V olea seguir ancora il vecchio grasso,

N é molto mi spiacea di starlo udire:

I l dol, nulladimanco, il troppo indugio

C h'era di ricercar la vaga ninfa,

A ndarmi allor da lui luntan mi astrinse.

Q ueto mi stoglio, senza dirli «_vale_»,

V olgendomi d'un rio lungo a la ripa,

E pur egli mi segue passo passo.

F iumi di latte, laghi di falerno,[189]

V alli di macaroni e lasagnette,

E cco mi veggio intorno, e poggi ed alte

R upi di cacio duro e sodo lardo,

A cque stillate de capponi grassi,

T orte, tortelli, gnocchi e tagliatelle.

[189] Incidit in Scyllam cupiens vitare Charybdim.

--B eata vita--dissi allor mirando--

È questa, che di tante trippe abbonda!

N on mai quinci partire mi delibro.--[190]

E con questo pensier, mentre ad un fonte

D i moscatella malvasia m'abbasso,

I o tolsene, bevendo, in quella copia

C h'un bove sitibondo d'acqua sorbe.

--T rinch trinch!--con altro vaneggiar tedesco

I ncomenciai balordo a proferire.

[190] «Ebrietas homines impetuosos facit». ARIST.

R otavasi giá 'l mondo a gli occhi miei,

E sottosopra il mar, la terra, il cielo

G iran intorno e fannomi qual foglia

V olar al vento, e gli arbori, le ripe,

L e spiagge mi parean cotanti veltri

A i fianchi de le capre gir correndo.

S altano ad alto l'erbe e gli virgulti,

A lpe con monti e 'nsieme con poggetti

C orreno in rota e danzano leggiadri.

R apito poi con elli il mio cervello,

I n un momento scorse l'universo

S enza posarsi mai, senz'ulla tregua.

M entre cosí danzava a la moresca,[191]

O do dir:--Triperuno!--Ed ecco in mezzo

R atto mi vidi posto d'una turba.

I o contemplai non so che volti grassi

B ere sovente e poi cantar sonetti,

V otando zaine, fiaschi e gran bottazzi;

S altavan poi chi su chi giú d'intorno,

[191] Illusiones ebrietatis.

I n quella foggia che vili fasoli[192]

G irano, a spessi tomi volteggiando,

N el caldaio su fiamme ardenti posto.

A llor con quelli insieme canto in gorga[193]

T utta tremante:--Bacco evoé!--

I ncomenciando poi cosí dir versi:

[192] «Vilemque faselum». VIRG.

[193] «... nec non et carmina, vino | ingenium

faciente, canunt». OVID.

Caos del Triperuno Opere Italiane Vol. 1 · 第 77 / 222 题