_Carsanti_
_(con voce indistinta, di dentro)_ Permesso?
_Clelia_
_(ne ha come un urto alle spalle. Senza alzarsi, in un istante di
volontà suprema, beve. Il suo viso esprime la sensazione del disgusto e
del dolore. Pare che qualche cosa di gelidamente viscido le passi per le
reni. Ella nasconde in tasca la boccettina. Tossisce lievemente. Indi,
con voce tranquilla, dice:)_ Avanti.
_Carsanti_
_(entra.)_
_Clelia_
_(alzandosi e voltandosi)_ Voi!
_Carsanti_
Io.
_Clelia_
Ah!... comprendo. Come al solito. Angiolina vi ha chiamato e voi
venite... a soccorrermi. Ma c'è un equivoco, vedete: questa volta, non
ho bisogno di nulla e di nessuno. _(Comincia a soffrire nello stomaco, e
dissimula.)_
_Carsanti_
Le sventure non vi hanno mutata! Ma la vostra alterigia non mi ha mai
fatto indietreggiare. Voi pensate, lo so, che io sono un uomo volgare.
Orbene, sia! Sono appunto abituato a combattere con la volgarità dei
miei mezzi contro l'alterigia altrui. Eppure, non vengo qui per
combattere; vengo soltanto a ricordarvi che siete ancora tanto giovane e
tanto bella....
_Clelia_
_(interrompendo)_ In altri termini, voi venite, tranquillamente, a
ricordarmi che io sono ancora commerciabile. Vi ringrazio, perchè anche
voi mi dimostrate così l'urgenza di risolvere un gran problema:
l'avvenire di mio figlio....
_Carsanti_
_(osservando le contrazioni del suo volto)_ Ma voi soffrite....
_Clelia_
E io l'ho già risoluto....
_Carsanti_
_(ansioso)_ Come?
_Clelia_
_(cava di tasca la boccettina: gliela mostra; si abbandona sulla tavola,
piegandovi la testa appesantita.)_
_Carsanti_
_(afferra la boccettina, la guarda, e, inorridito, esclama:)_
Avvelenata! _(Confuso, convulso, corre alla porta, gridando:)_ Ehi!
qualcuno! qualcuno! Albergatore! Soccorso!... Soccorso!...