_Fonseca_
_(ricordando la decisione di Angiolina, s'imbarazza.)_ Senti... se
quando viene Mario, qui c'è qualcuno....
_Clelia_
Chi vuoi che ci sia?...
_Fonseca_
Non so.... Voglio dire che sarà meglio evitare che qualcuno lo veda con
te in questa camera di locanda....
_Clelia_
Nessuno lo vedrà...
_Fonseca_
Facciamo così.... Se ricevi, supponiamo, qualche visita --... sia anche
quella strega di donn'Angiolina -- tu baderai a mettere un panno al
balcone affinchè egli aspetti che tu sii sola.... Intanto, io stesso lo
avvertirò a voce.... Restiamo intesi?
_Clelia_
Restiamo intesi, ma non ce ne sarà bisogno.
_Fonseca_
_(andandosene)_ Arrivederci presto.
_Clelia_
_(malcontenta)_ Presto? _(Con fine celia malinconica)_ Ma... i tuoi
clienti stanno tutti benissimo?...
_Fonseca_
Ho capito!... Ritarderò un poco.
_Clelia_
Non mi dai la mano?
_Fonseca_
Sì....
_Clelia_
_(stringendogli la mano prolungatamente)_ Stringi forte, forte....
_Fonseca_
Sì!... _(Preso da un subitaneo timor panico)_ È strano: mi hai messo un
brivido....
_Clelia_
Vattene ora.... Corri. _(Fonseca esce. Dopo un istante di
concentrazione, ella, pallidissima, fragile, lenta, solenne, va fino al
baule, e, con le spalle rivolte alla porta, ginocchioni, fruga in esso.
Trova una boccettina e mormora:)_ Eccola! _(La guarda con gli occhi
fissi e spalancati. La mano che stringe la boccettina è tremante. Ella
la contempla con evidente paura. Poi, diventa estatica, invasa dal
pensiero della morte e del riposo.)_
_(Si picchia alla porta.)_