CARSANTI _e_ CLELIA, _poi_ GIACOMO.
_Carsanti_
_(si avvicina affettuosamente)_ Se ne sono andati. Sei contenta?
_Clelia_
_(dolce)_ Sì.
_Carsanti_
E come ti senti?
_Clelia_
Molto meglio. _(Gli dà la mano con cordialità.)_ Buona notte, amico mio.
_Carsanti_
_(meravigliato)_ Mandi via anche me!
_Clelia_
_(con cortesia fredda)_ No... Resta, se vuoi. Anzi, mi fai piacere.
Credevo che tu volessi andartene. _(Pausa.)_ Io me ne sto ancora un
pochino qui, zitta zitta, rannicchiata sulla mia poltrona. Tu, parla.
Raccontami qualche cosa.
_Carsanti_
_(scoraggiato)_ Che vuoi che ti racconti? Niente che ti possa
interessare! _(Fa qualche passo su e giù per la stanza, indi siede
lontano da Clelia. -- Dopo una lunga pausa)_ Clelia....
_Clelia_
Gerardo.
_Carsanti_
Sei tu soddisfatta di me?
_Clelia_
Che domande!
_Carsanti_
Sei soddisfatta di me?
_Clelia_
Ma più che soddisfatta....
_Carsanti_
Ti manca nulla?
_Clelia_
Nulla.
_Carsanti_
Indovino ogni tuo desiderio?
_Clelia_
È vero, è vero.
_Carsanti_
Lesino forse sulle spese?
_Clelia_
O che! Sei così largo, così galante....
_Carsanti_
E... farò anche di più....
_Clelia_
Ma io non permetterò mai che tu ecceda!
_Carsanti_
_(va a sederle accanto)_ Compreremo, sai, la pariglia di sauri inglesi
che vende Ebe Michel.... Ebe è in liquidazione. _(Pausa.)_ Voglio che tu
sii la più elegante di tutte. -- Sei già la più carina.... _(Le prende
le mani.)_
_Clelia_
_(sforzandosi di essere gentile, dice di no col capo.)_
_Carsanti_
_(con espansione timida)_ Sì, sì, la più carina... la sola che sappia
ammaliare un uomo come me....
_Clelia_
_(si turba.)_
_Carsanti_
_(ne tiene sempre le mani e le serra fra le sue)_ ... perchè, tu lo
vedi, io vicino a te divento un collegiale... un collegiale innamorato
sino alle midolla, che si tormenta, che spasima e che....
_Clelia_
Ahi, non mi stringere così.... Le tue mani sono di ferro....
_Carsanti_
_(alzandosi e raffrenandosi)_ ... e che resta come uno sciocco alla
prima resistenza!
_Clelia_
_(Lunga pausa. -- Si alza lentamente.)_ Amico mio, non vi dispiaccia....
Me ne vado a letto: sono un poco stanca. Arrivederci, eh?
_Carsanti_
_(sogghignando e concentrandosi in sè)_ Arrivederci....
_Clelia_
_(attraversa pian piano la stanza, andando verso destra. Quando sta per
oltrepassare la soglia, Carsanti la chiama.)_
_Carsanti_
_(timidamente)_ Clelia....
_Clelia_
_(si volta.)_
_Carsanti_
_(supplichevole)_ Un bacio....
_Clelia_
_(con finta disinvoltura)_ Volentieri. _(Come Carsanti le cinge la vita
col braccio, ella si stecchisce, e sfiora appena con le labbra il volto
di lui, con evidente sforzo.)_
_Carsanti_
_(la bacia con paurosa tenerezza, poi, carezzandole i capelli)_ Sei
molto stanca?
_Clelia_
Sì....
_Carsanti_
... Senti.... Tutto, tutto potrai ottenere da me! Abbi pietà!
_(L'abbraccia avidamente.)_
_Clelia_
_(come presa da una paura invincibile, si svincola.)_ No! no! questo no!
_(Le si legge sul viso la sincerità della repulsione.)_
_Carsanti_
_(cerca reprimersi, ma poi, pallido di collera, scoppia.)_ Ah!...
nessuna vergogna, nessun dolore può eguagliare il supplizio di vedersi
respinto come questa femmina mi respinge!... Da venti giorni, io
combatto con tutti i mezzi per piegarla, per conquistarla; da venti
giorni, io la circondo di cure, di cortesie, d'affetto, io la colmo di
denaro, di abiti, di gioielli... e lei mi sfugge, lei mi disprezza, lei
mi offende concedendomi appena l'elemosina d'un bacio sdegnoso e
mostrandomi sfacciatamente il suo disgusto, come se avesse oramai il
diritto di succhiarmi il sangue per poi buttarmi via come un limone
spremuto.
_Clelia_
Calmati, Gerardo, te ne prego... non giudicarmi così.... Ricordati,
ricordati bene a quale condizione io accondiscesi....
_Carsanti_
Condizione assurda!
_Clelia_
_(altera)_ Assurda o no, voi e la vostra mezzana, insidiandomi, me la
faceste credere possibile, ed io l'accettai. _(Cambiando subito tono --
con accento umile e remissivo)_ Non dico che adesso voi abbiate torto;
ma, via, non potrete negare d'avermi stranamente ingannata.... Sulle
prime, m'avevate fatto supporre in voi un misto di generosità e di
vanità, e io avevo creduto di potere essere da voi soccorsa non
diventando... che la vostra vetrina. Pur troppo, non sono nuova alla
vita: so che spesso noialtre creature frivole ed inette non siamo che
l'insegna della maschilità e della vanità di chi ci prende in fitto. E
questa idea, da cui tante donne si sentono offese, a me, invece, aveva
sorriso. Ero più o meno colpevole delle altre? Non so. Diversa
certamente: e questa è la vera causa di tutto ciò che accade. Diversa,
sì, diversa.... E quando mi sono accorta di essermi lasciata ingannare,
quando mi sono accorta dell'assurdità delle mie illusioni, ho tentato di
abituarmi al pensiero d'essere veramente vostra; ho tentato di
ridiventare come sono le altre, come sono stata anch'io; ma qualche cosa
di misterioso e d'invincibile me lo ha impedito inesorabilmente! Ora
comprendo d'essere stata un'egoista e peggio, comprendo che debbo
chiedervi perdono; e ve lo chiedo umilmente, umilmente....
_Carsanti_
_(commosso)_ No, non chiedermi perdono. Non voglio. Mi basta che tu sii
pentita.... La tua umiltà _(quasi stizzoso)_ mi molesta.... Non voglio
che tu sii umile con me! _(Diventando mellifluo)_ E poi... perchè
chiedermi perdono? Tu non sai quello che fai.... Tu sei _Cosuccia_, non
è vero? _(ricominciando a carezzarla)_ ... la mia _Cosuccia_, e io
desidero che tu non ti tormenti, che tu non sciupi con le sofferenze
questo bel visino.... Io dimenticherò il male che mi hai fatto... io non
oserò mai più di alzare la voce.... E tu, anche, sarai buona... sarai la
mia amica... la mia compagna... la mia amante.... Sì? La mia amante?
_Clelia_
_(glacialmente solenne, scostandosi da lui)_ Amante, mai!
_Carsanti_
_(acceso d'ira)_ Ah! vivaddio, ma io ti costringerò! _(Sta per
avventarsi su lei, afferrando una sedia.)_
_Clelia_
Bada: chiamo gente!... mi metto a gridare dalla finestra!
_Carsanti_
_(trattenendosi)_ Non temete.... Non userò la violenza. Vi
costringerò... _(sinistramente)_ con tutta la cortesia che merita una
pari vostra. _(Poi imperiosamente)_ Scegli: o mi dici di sì, o io ti
scaccio stasera stessa da questa casa!
_Clelia_
_(con esultanza pazza e baldanzosa)_ Ah! se non sai costringermi che
così, io... sono salva!
_Carsanti_
_(trepidante)_ Come!?
_Clelia_
_(trionfalmente)_ Me ne vado!
_Carsanti_
_(sbalordito)_ Te ne vai?!...
_Clelia_
_(sempre più eccitata da una gioia mista di rabbia, va a dirgli sul
muso)_ Sì, sì, me ne vado! Me ne vado! _(Scoppia in una risata convulsa;
indi, minacciosamente)_ Aspetta. _(Corre nella sua camera da letto,
uscendo dalla porta a destra.)_
_Carsanti_
_(resta fremendo, e passeggia concitato. È inferocito; ma dal suo volto
traspare il desiderio vivo che ella non parta.)_
_Giacomo_
_(comparisce, rispettosamente, sotto l'arco della porta, in fondo.)_
Signore, posso spegnere i lumi?
_Carsanti_
_(non si accorge di lui, e, assorto nei suoi pensieri angosciosi, si
ferma presso un tavolino.)_
_Giacomo_
_(dopo avere aspettato invano la risposta, comincia, nella sala
contigua, a rassettare i mobili e a spegnere i lumi. I battenti della
porta sono tuttora spalancati.)_
_Carsanti_
_(risoluto, si precipita nella camera di Clelia.)_
_Clelia_
_(grida di dentro:)_ No! Lasciatemi! Lasciatemi! Lasciatemi! _(Poi,
correndo, guardandosi indietro, avvolta in uno scialle, attraversa la
stanza, ed esce per la porta a sinistra.)_
_Giacomo_
_(resta a spiare presso la porta, mezzo nascosto, attonito.)_
_(Sipario.)_