SCENA I.

ANGIOLINA _e_ PORTINAIO.

_(Quando s'alza la tela, il campanello penzolante ad un muro della

saletta si agita e strepita. Nella stanza non c'è nessuno. -- Silenzio.

-- Poi, un'altra volta, il campanello strepita. -- E di nuovo silenzio.

-- Quindi si sente la voce pettegola di Angiolina di là dall'uscio

chiuso.)_

_Angiolina_

Ohè! Portinaio!... Portinaio, qui non mi si apre.... Non c'è nessuno in

casa? _(Pausa.)_ E mi avete fatto salire!... _(Pausa.)_ Allora venite ad

aprirmi.... Sono io, Angiolina la rivenditrice.... Venite ad aprirmi....

Aspetterò che venga la signorina.... _(Pausa. -- Tra sè:)_ Ah! benedetto

Dio!....

_(Si apre l'uscio. Entrano il portinaio con un chiavino in mano e

Angiolina che porta sul braccio una veste avvolta in un panno bianco.)_

_Portinaio_

_(entrando)_ Eh! bella mia, io ho l'ordine di non dare la chiave che al

signor Mario. Ho aperto perchè siete voi. Se volete aspettare qui,

accomodatevi pure; ma, senza offesa, io vi tengo compagnia.

_Angiolina_

Angiolina può entrare sempre, per regola vostra: e poi, statevi attento

che c'è tanta roba preziosa da portar via!... _(Ironicamente)_ In questa

casa si guazza nell'oro!... È una pietà, è una pietà!...

_Portinaio_

_(confidenzialmente)_ Ma che ci volete fare! Questa poveretta è pazza.

Se sapeste che offerte ha rifiutate! Il male è che ci vado io di

mezzo.... E se qualche galantuomo viene a mettermi nelle mani una carta

di cinque lire, solamente, già, per informarsi -- perchè, tanto,

ambasciate a lei non glie ne porto più --, io non ci sto bene di

coscienza, e sono perfino capace di non accettare la mancia. È un

peccato mortale!

_Angiolina_

Lo dite a me? Lo so io se è un peccato mortale: io, che ero abituata ad

avere da lei tutto quello che volevo... mentre adesso poco ci manca che

non debba io soccorrere lei! Ah! quando penso ai tempi in cui la sua

casa era in festa di giorno e di notte e si gettava la roba dalla

finestra tant'era l'abbondanza; quando penso alle risate che mi faceva

fare -- perchè mi voleva un gran bene e mi raccontava tutti i fatti suoi

--, credetemi, don Saverio, mi viene da piangere. Aveva sempre trattato

gli uomini come fantocci, e ne aveva avuto tesori, e se n'era sempre

infischiata... -- senza mai commettere mal'azioni, veh!, perchè cattiva

non era... --; ed ecco che da un giorno all'altro s'incapriccia di

questo spiantato, e addio allegria, addio abbondanza! Manda al diavolo

tutti gli amici, e si riduce in questo stato....

_Portinaio_

Apritele gli occhi voi.

_Angiolina_

Non c'è come persuaderla. Se le parlo, non mi dà neanche retta.... Ed

io, che potrei!... Basta!...

_Portinaio_

«Potreste»?... Lasciatemi sentire: che cosa potreste? A me dovete dire

tutto. Confidatevi.... Tengo segreti qua dentro _(la mano sul petto)_,

che neppure un confessore!

_Angiolina_

_(non volendo compromettersi)_ No.... niente di positivo....

_Portinaio_

Volete farmi dei misteri; ma questo non va bene. Perchè, se poi avete

bisogno di me....

_Angiolina_

Ma che vi pare? Avessi da confidarvi qualche cosa, non ve la confiderei?

Lo so che siete un buon uomo, e che, all'occorrenza, per un amico, vi

gettereste nel fuoco; ma, vi ripeto, per ora non c'è niente, non c'è

niente....

Una donna · 第 10 / 65 题