Autorizzato dalle parole del dottore, l'ufficiale sanitario sollevò
la pesante portiera di drappo, dietro alla quale, in un angolo della
stanza, erano raccolti i giocattoli della bambina.
Clara trasalì; le sue dita ceree, affilate parvero affondarsi nelle
carni attraverso la stoffa del vestito.
Cadeo rimase impassibile. Ma il signor Giovanni ch'era in fondo alla
camera, sgattaiolò silenziosamente. O perchè lo avevano chiamato? Che
ci faceva lì? A lui certe cose stringevano il cuore.
Uno dopo l'altro, con un'ostentazione crudele i giocattoli passavano
dalle mani dell'ufficiale sanitario in quelle d'un inserviente che li
riponeva in un sacco di tela incatramata. A Clara nulla sfuggiva.
Ecco il cerchio che l'Olga (erano appena otto giorni dall'ultima volta)
si divertiva a far correre lungo i viali del Giardino Pubblico. Correva
il cerchio saltellando sulla ghiaia minuta, e la fanciulla, più vaga
e leggera d'una farfalla, correva e saltellava con esso. La seguiva a
breve distanza la madre, e la gente guardava con simpatia quella madre
ancor giovine e bella, quella bimba vispa, fresca e gentile....
Ecco la palla di gomma che co' suoi sbalzi capricciosi aveva rovesciato
tanti ninnoli, rotto tanti vetri, colpito o sfiorato tante teste,
provocato tante lotte incruenti fra l'Olga e i fratelli minori....
Da qualche tempo però la palla era scema dell'antica baldanza, non
brillava de' suoi colori vivaci, non aveva la sua irrequietezza
febbrile e nervosa; e Olga sollecitava sempre la mamma a comprargliene
una di nuova. — Te la comprerò, caro tesoro.
Ecco la linda cucinetta, ecco i piattini di stagno ove Olga
apparecchiava e serviva i pasti frugali a _Jolie...._ poca farina
impastata con l'acqua....